26 ottobre 2006

PREGHIERA AL MAESTRO DEL TEMPO

di Padre Stefano, dell’Abbazia di Sant’Antimo

La giornata è finita. Mi fa schifo perché non ho combinato nulla. Ho perso il mio tempo. Scusa, Signore! Ho perso il tuo tempo, ho sprecato il tuo dono. Disgustato, ho buttato questa triste giornata come una carta sgualcita che si getta nel cestino. Signore, quando mai imparerò ad organizzarmi? Quando mai avrò la forza di gestire il mio tempo?
Stamattina, avevo tutto il tempo a disposizione, ma mi sono lasciato andare, svogliato e senza stimoli. Dovevo studiare. Ho trovato la scusa per attaccarmi al telefono e riempire i miei vuoti con i loro pettegolezzi. C’era da offrire un servizio. L’ho schivato e sono uscito, lasciandomi trascinare dal fascino dei negozi. Signore, mi hai dato del tempo... è passato, minuto dopo minuto... poi è svanito.
Stasera, ho cercato di ricuperare il tempo perso, mi sono precipitato, gli ho corso dietro... ma non c’è l’ho fatta. Una valanga d’impegni mi è cascata addosso: la spesa e la lezione all’università, la bolletta da pagare e la posta elettronica, l’amico all’ospedale e la riunione. Correvo frettoloso dietro al tempo, ma un camion ha bloccato la strada, imprigionandomi in un traffico disumano... Accidenti al mondo!”. Allora, mi è venuto il panico, non ero più presente, agivo come un robot e ho mollato tutto.

Amico mio, figlio del mio Amore, ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno: spendi del tempo per Me e troverai del tempo per te. Per ogni cosa, c’è il suo momento. Non puoi fare tutto insieme e fare niente non ti è permesso. Fissati dunque un orario di vita per riempire le tue giornate fino all’orlo per te e per gli altri: questo necessita metodo e forza di carattere. Allora gusterai la fierezza di chi ha fatto fruttificare il dono del tempo, ricordandoti che sei “servo inutile e che hai fatto quanto dovevi fare” (Luca 17,10).